Jon Snow è intelligente? La teoria del Political!Jon dice di sì

L’ottava stagione del Trono di Spade è giunta alla sua metà: fra tre episodi assisteremo alla fine di una delle serie televisive più importanti dell’ultimo decennio e avremo risposta alla domanda “Chi siederà sul Trono di Spade?”.

Ovviamente, come ben si confà a tutti fenomeni pop di altissimo rilievo, i commenti riguardo alle vicende che si stanno svolgendo dinanzi a i nostri occhi sono infiniti. Nello specifico, circa dalla scorsa stagione si è notata una sempre maggiore delusione nei confronti di certi personaggi, dei loro archi narrativi e della loro caratterizzazione. Vorrei avere il tempo di parlare nel dettaglio di ognuno di essi, perché tutti – nessuno escluso – hanno dei validi punti da essere analizzati, ma oggi mi concentrerò sull’unico a cui diedi il mio cuore nel primo episodio e che, piano piano, sembra starmelo sgretolando: Jon Snow. Jon ha dato di matto? Il Jon della settima e dell’ottava stagione non sembra più essere il Jon che eravamo abiutati a vedere (e amare): è così davvero? Dobbiamo sentirci traditi dal suo character development? Stiamo assistendo a un crollo delle dimensioni di Barney Stinson nel finale di HIMYM

oppure c’è possibilità di salvezza?

Secondo alcuni, la speranza non è morta. Anzi, è più viva che mai. Sono i sostenitori della teoria del Political!Jon, che, per dirla in due parole, credono che Jon Snow sia intelligente e giochi solo di mosse strategiche. Rivoluzionario, non è vero? Jon intelligente?? Vero, può essere che mi stia obbligando a credere in questa teoria per rifiutarmi di accettare l’inevitabile, ovvero che Jon è in realtà un povero deficiente senza né arte né parte, ma se le stagioni precedenti di GoT mi hanno mostrato un character development che puntava in una certa direzione, ci metterò molto tempo prima di accettare (se lo accetterò) che questo percorso è stato preso e buttato nel bidone.

Dunque, il Political!Jon. È vero che Jon Snow nella settima stagione non si è innamorato di Daenerys? È vero che il suo obiettivo è solo la guerra contro gli Estranei e non Daenerys Targaryen sul Trono?

Procediamo con ordine.

Nella settima stagione, Jon Snow dichiara più volte che il suo unico obiettivo è quello di proteggere di Nord. Anche nel primo episodio dell’ottava stagione, quando viene accusato a Grande Inverno di aver abbandonato la causa in favore di Daenerys, ricorda che il suo primo obiettivo era raccogliere un esercito che avesse il potere di sopportare la battaglia contro gli Estranei. Daenerys Targaryen, con i suoi Dothraki, i suoi Immacolati e i suoi due draghi rimpolpa in maniera non insignificante le fila della loro armata: Jon ha effettivamente raggiunto il suo obiettivo.

Infatti, tutto ciò che fa nella settima stagione è stato orientato a portare Daenerys dalla sua parte, per sfruttare le sue risorse. L’unica ragione per cui decide di andare Roccia del Drago, infatti, è quella di “try and persuade her to fight with us”. Sansa però lo mette in guardia; gli ricorda la fine che ha fatto il nonno per mano dei Targaryen, gli ricorda la fine che fatto il padre per mano dei Lannister: lui ora sta andando dritto in braccio a Daenerys e Tyrion, e lei gli ricorda di non fidarsi. “You need to be smarter than father, you need to be smarter than Robb”. Ora, se la teoria del Pol!Jon non è vera, tutto ciò che il Nostro fa dopo in realtà sono gli stessi errori di Ned e di Robb: si fida di Cersei quando dice che avrebbe mandato l’esercito, fa una mossa azzardata per amore di Daenerys – una persona considerata una “puttana straniera” dagli uomini del Nord come la compagna di Robb, Talisa. Supponendo però che Jon sia più sveglio di quanto dia a vedere, ha in realtà capito che deve fidarsi di Sansa e che deve ascoltare ciò che lei ha da dire. Dopotutto, è stata lei che durante la Battaglia dei Bastardi l’ha portato alla vittoria, e Jon sa che se solo le avesse dato ascolto prima avrebbe risparmiato moltissimi uomini e forze nello scontro contro Ramsay Bolton. Sa, quindi, che non deve più fare l’errore di non prendere in considerazione ciò che lei ha da dire. Questo è chiaro soprattutto dalle scelte di sceneggiatura, che dalla settima stagione in avanti rimarcano sempre più quanto Sansa sia una delle persone più intelligenti in circolazione. Brevi battute che non sono passate inosservate neanche nei primi tre episodi dell’ottava stagione: ancora di più perché pronunciate da Tyrion Lannister, che è sempre stato identificato come la mente più arguta della storia. Sansa è una politica fatta e finita, che ha imparato il più possibile da Cersei Lannister e da Petyr Baelish. Davvero Jon, a sua volta formato dalla saggezza combinata di Jeor Mormont e del Maestro Aegon, non lo riesce a capire?

Quando Jon arriva a Roccia del Drago, immediatamente capisce di essere nella condizione di prigioniero. Il suo primo approccio con Daenerys lo mette in una posizione molto critica e di chiusura nei suoi confronti, ma il suo atteggiamento inizia a cambiare dopo che si confronta con chi le sta intorno. Quando parla con Missandei, Jorah o anche Tyrion, studia i loro comportamenti nei riguardi della loro regina, e capisce immediatamente che ciò che Daenerys vuole è essere ammirata e idolatrata (questo è, tra l’altro, uno dei tanti motivi per cui lei ama fregiarsi con titoli infiniti, per dimostrare a primo impatto a chi le è di fronte il suo potere).

La sua prima vera mossa per portare Daenerys dalla sua parte, quindi, è nella caverna: le mostra i disegni che raffigurano i Primi Uomini scontrarsi con gli Estranei e le chiede di combattere con lui, insistendo tantissimo durante il suo discorso su together”. Non solo, anche il suo linguaggio corporeo cambia: cerca un contatto fisico con lei, cosa che non ha mai fatto con nessuno. Ma Daenerys ha ancora come solo e unico obiettivo la conquista del Trono e poco le interessa della guerra a Nord, che invece continua a preoccupare Jon.

Procedendo, c’è la famosa scena con i draghi. Ora, questo momento è importante per diverse ragioni, una su tutte il fatto che faccia capire (ancora una volta) allo spettatore che Jon è il figlio di Rhaegar e Lyanna – come già avevamo scoperto nella 6×10. Ma dal punto di vista del gioco politico di Jon, ancora una volta possiamo vedere come lui cerchi di mettere in atto quella che Kit Harington stesso ha definito una “gentle manipulation”. Allungando la mano per accarezzare il drago, ne è visibilmente terrorizzato, cosa che esplicita a parole parlando a Daenerys. Li definisce “gorgeous beasts”, ma immediatamente capisce che è stata una scelta di parole sbagliata, perché lei lo fulmina con lo sguardo. I draghi sono i suoi figli, hanno un legame emotivo con lei. Per Jon, sono solo altri strumenti da usare nella guerra contro i non-morti.

Non solo, quando nella 8×01 i due cavalcano i draghi, Jon non viene mai mostrato a suo agio sul dorso di Rhaegal. E anche nella 8×03, durante la battaglia, mentre Daenerys e Drogon hanno un legame quasi cognitivo (che porta il drago a piangere e a stringersi intorno alla Madre quando la vede a lutto per Jorah), Jon e Rhaegal volano insieme senza nessun tipo di sincronia speciale.

Soprattutto, però, c’è da analizzare il comportamento emotivo di Jon, che ha portato ad avere quella cosa maledetta da Dio dai Sette dal Signore della Luce e dagli Antichi Dèi la Jonerys. Daenerys, piano piano, si mostra sempre più investita sentimentalmente nei riguardi di Jon. Tutti ricordiamo la scena della 8×01, in pieno stile esterna di Uomini e Donne, dove Dany dice “potremmo restare qui mille anni”: la risposta immediata di Jon, però, è “diventeremmo molto vecchi”. Non cede alla fantasia romantica della regina, e non perché non ne sia in grado. Conosciamo la sua storia con Ygritte, sappiamo come si comporta quando è veramente coinvolto. Il Jon della grotta che rompe il voto di castità con la bruta dai capelli rossi è diametralmente opposto a quello di questo Jon in mezzo alla neve: tanto quello si apriva in sorrisi e battutine allusive, quanto questo svia subito l’argomento e si preoccupa di tenere d’occhio il drago mentre la sua bella lo bacia. Perché? Perché manca il coinvolgimento emotivo.

Ulteriore prova di questo è uno dei primi momenti che i due condividono. Nella settima stagione, Jon deve lasciare Roccia del Drago per andare oltre la Barriera, e porta con sé un manipolo di uomini tra cui Jorah Mormont. Mentre si congedano, Daenerys mostra affetto nei suoi confronti, ma lui sale in barca senza voltarsi indietro. Ma è un topos che quando si parta per una missione di cui non si conosce la riuscita, ci si giri per dare un ultimo sguardo alla propria amata. Jon non lo fa, ma qualcun altro sì (a conferma del topos): Jorah, che non ha mai fatto mistero dei suoi sentimenti per Daenerys.

È proprio oltre la Barriera che ci sono delle battute importanti da tenere a mente. Jon si confronta con Beric Dondarrion, anche lui riportato in vita dal Signore della Luce; al “death is the enemy” di lui, Jon risponde citando parte del suo giuramento da Guardiano della Notte: “I am the shieldthat guards the realms of men; I serve the North”. I suoi anni passati nei Guardiani della notte gli hanno insegnato che non importa a quale re o regina si pieghi il ginocchio. La vera guerra è quella tra i morti e i vivi (come sostiene anche Beric), e quando i morti arrivano “it doesn’t matter whose skeleton sits on the Iron Throne”, nelle parole di Ser Davos. Ora che è stato proclamato Re del Nord a furore di popolo, gli interessa il doppio proteggere il Nord: perché c’è il suo popolo e perché è inevitabilemente il primo punto di passaggio del Re della Notte.

Quando, poco dopo, Daenerys arriva a salvarli dalla battaglia di Aspradimora con i draghi, perde Viserion. Jon allora suppone che, prima di tutto, il Night King potrebbe prendere il drago (cosa che sappiamo che farà). Inoltre, sa che Daenerys ora è una madre a lutto. Conosce già la facilità con cui lei si lascia andare a scatti d’ira che la portano a bruciare vivi i suoi nemici. Deve per forza assicurarsi la sua alleanza nella guerra, prima che sia troppo tardi. Lei, effettivamente, gli dice che combatterà al suo fianco: e allora perché lui decide di riconoscerla come sua regina? Proprio per le ragioni prima esposte. Dopotutto, sono su una nave che sta andando verso Sud, per confrontarsi con Cersei. L’obiettivo di Daenerys è ancora e sempre il Trono di Spade, dunque lui fa di tutto per non distrarla dal suo obiettivo ultimo.

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C’è però un dettaglio di sceneggiatura che – se non casuale – sarebbe un attentissimo gioco di riferimenti. Nella prima stagione, Benjen Stark dice a Jon che Ned era solito dire che tutto ciò detto prima della parola “ma” non ha valore. All’inizio della settima stagione, Jon parla con Sansa e le dice che il padre era solito dire che “everything that comes before the word ‘but’ is horseshit”. Quando Jon è allettato dopo la battaglia, dice a Daenerys “How about my Queen?” per riconoscerla formalmente come sua regina. E continua: “I’d bend the knee, but”. Certo, si sta riferendo al fatto che sia a letto e non sia fisicamente in grado di inginocchiarsi a lei. D’altro canto, però, potrebbe essere un indizio ben piazzato di come a lui poco importi di Daenerys e delle sue pretese regali, e di come abbia deciso di sottomettersi a lei solo come formalità momentanea.

Il momento della Fossa del Drago è quello in cui più di tutti è chiaro il gioco politico di Jon. Quando Cersei gli chiede di non giurare fedeltà a nessuna casa (cosa assolutamente legittima, tra l’altro), lui decide di annunciare pubblicamente di essersi già schierato con Daenerys. Il che, naturalmente, gli attira le critiche di Tyrion poco dopo, che gli chiede secondo quale malsana logica non abbia deciso di mentire, per il bene di tutti. Jon allora fa un bel discorso sull’onestà, sulla verità, su quanto le bugie siano brutte e le promesse si debbano mantenere. Il paladino degli onesti, insomma.

Problema: noi sappiamo che Jon sa fare il doppio gioco. È pur sempre andato sotto copertura tra i bruti per conto dei Guardiani, ha mentito, ha rotto promesse e ha rotto giuramenti. Erano pochissimi a non fidarsi di lui, aveva tirato nella sua rete persino Mance Rayder. Allora perché adesso si proclama come l’unico uomo che resta sempre fedele alla sua parola? Perché in realtà sta cercando di ricordare a Daenerys quali sono i suoi doveri. Una volta che le regala una pubblica dimostrazione di lealtà, come lei vuole e desidera, adesso continua ad innalzarsi ai suoi occhi e allo stesso tempo le ricorda che le promesse fatte (cioè lei che marcerà con lui a Nord) si devono mantenere. Infatti, subito dopo i due salgono a Grande Inverno. La nuova scena sulla barca, quindi, in quest’ottica diventa l’unica possibile conclusione, che sigilla il loro patto sotto ogni aspetto possibile.

Insomma, il suo unico obiettivo era sconfiggere il Night King, con tutti i mezzi a sua disposizione. E nella terza puntata arriva anche la fatidica battaglia (su cui si dovrebbe aprire un nuovo discorso su temi completamente diversi, e mi sono già dilungata abbastanza). Jon dalla sua parte ha gli eserciti dei lord del Nord, l’esercito di Grande Inverno, l’armata Dothraki, gli Immacolati, due draghi e un metalupo. Durante il combattimento, non si ferma mai ad aiutare i suoi amici (a nessuno è sfuggito il momento in cui tira dritto davanti a Sam che è in evidente difficoltà) e addirittura c’è chi sostiene che quando si trova faccia a faccia col drago resti lì per dare la possibilità ad Arya (che ha visto sgusciare lì vicino) di andare a prendere il Night King. Personalmente, quest’ultima cosa mi pare poco verificata, ma sicuramente è vero che ha raggiunto il suo obiettivo e ha vinto la Grande Guerra, continuando ad avere un buon esercito con sé.

Stress level: Jon che urla al drago

Sulla base di tutto ciò, cosa succederà nelle prossime tre puntate? Jon ha deciso di dire a Daenerys che è il figlio di Rhaegar e Lyanna, mossa rischiosa che forse ha fatto per mostrarle ancora una volta che a lui poco importa dei giochi di potere e che quindi è disposto a non mantenerle nulla segreto. Certo, le motivazioni potrebbero anche essere che è semplicemente un tonto innamorato e che quindi tutte queste righe sono in realtà parole al vento. Potrebbe darsi che nei prossimi episodi compaia un bambino miracoloso che porterà a un inaspettatissimo lieto fine, come può anche darsi che Jon decida di non scendere a Sud al fianco di Daenerys per combattere Cersei. D’altro canto, quello che Dany ha definito “Jon’s war” è stata vinta ed è finita. Siamo sicuri che Jon sarà disposto a combattere anche la guerra di Daenerys?

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